Intelletto d'amore

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INFORMAZIONE

AUTRICE/AUTORE
Giorgio Agamben
DIMENSIONE
9,93 MB
NOME DEL FILE
Intelletto d'amore.pdf
ISBN
7048526520610

DESCRIZIONE

Ciascuno dei due testi che, attraverso un fitto intreccio di rimandi e implicazioni, disegnano la trama del libro, è una meditazione sul fantasma come luogo e soggetto dell'amore. E lo fanno mettendo a confronto in una prospettiva inedita due eccezionali personaggi: Guido Cavalcanti, il «primo amico» di Dante e maestro ineguagliato della fenomenologia amorosa, e Ibn Rushd, l'Averroè dei Latini, il filosofo arabo che ha più profondamente segnato il pensiero occidentale dal XIII al XV secolo. E se, per entrambi, la congiunzione con l'intelletto unico nomina la felicità suprema, è la funzione del fantasma che si rivela ogni volta decisiva. In che modo i pensieri ci appartengono, come può un'idea diventare «mia»? E il fantasma - rispondono il poeta e il filosofo che, mediante il desiderio, rende il pensiero proprio a un soggetto. Ma, per Cavalcanti, il fantasma deve perire perché la congiunzione amorosa abbia luogo e l'individuo sopravvive solo come un automa «fatto di rame o di pietra o di legno»; per il filosofo, invece, è la specie umana nel suo insieme il soggetto - anche politico - della felicità suprema. Prefazione di Alain de Libera.

Strada facendo, ero solito soffermarmi a guardare le vetrine di alcune librerie della zona. Una di queste, era la libreria Maraldi di corso Rinascimento. Scheda LIO.

E' il primo testo poetico che compare nell'opera e si inserisce subito dopo la conversione del poeta e la sua decisione di donare tutto sи stesso e il suo amore alla donna amata, senza pretendere mai nulla in cambio. Si tratta del componimento manifesto dello stile della loda, innovazione poetica di Dante costituente il superamento della stagione cavalcantiana, e che interessa i capitoli centrali del libello giovanile. Nel Purgatorio a Bonagiunta Orbicciani saranno attribuite le parole Ma dì s'i' veggio qui colui che fore/trasse le nove rime, cominciando/Donne ch'avete intelletto d'amore (Pg XXIV, vv.49 ... Donne ch'avete intelletto d'amore, i' vo' con voi de la mia donna dire, non perch'io creda sua laude finire, ma ragionar per isfogar la mente.

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