La vita in frammenti. La morale senza etica del nostro tempo

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INFORMAZIONE

AUTRICE/AUTORE
Zygmunt Bauman
DIMENSIONE
5,78 MB
NOME DEL FILE
La vita in frammenti. La morale senza etica del nostro tempo.pdf
ISBN
9284096129232

DESCRIZIONE

La vita postmoderna è, dal punto di vista morale, una vita in frammenti, governata da una profonda ambivalenza etica difficile da tollerare. Una forte crisi d'identità affligge l'Occidente contemporaneo, che brancola nel buio rispetto alle più urgenti questioni etiche. Oggi le persone credono ben poco nella possibilità di fondare una morale che possa funzionare da stella polare nell'orientamento delle nostre vite. Come riattivare, dunque, la responsabilità individuale, in un mondo che ha perduto ogni riferimento? Per rispondere a questa domanda Bauman si rivolge alla filosofia di Emmanuel Lévinas, che ha messo al centro del proprio pensiero un'urgenza etica infinita destinata ad essere oggi di grandissima attualità. L'essere-per-l'Altro, il faccia a faccia con il volto dell'Altro, che assume varie forme (l'indigente, lo straniero, il migrante), sono concetti oggi più che mai necessari per offrire alla cultura occidentale nuovi strumenti per rispondere alla sofferenza umana, alla fragilità e alla vulnerabilità del nostro tempo.

L'uomo, considerato fuori dello spazio biblico, si sveglia alla coscienza teoretico-pratica di se stesso grazie a un appello libero e amoroso del suo prossimo. Rispondendovi, egli raggiunge, nel cogito-sum, due fatti inseparabili. L'approfondimento del problema morale porta alla mistica, alla dissoluzione dell'io in Dio, senza tuttavia la pacificazione che della mistica è propria: più che l'Essere di là dal bene e dal male, si ha l'impressione che Dio stesso sia drammaticamente scisso, combattuto anch'egli tra il bene e il male, in qualche modo Dio e Diavolo al tempo stesso. La nostra breve esplorazione sulla vulnerabilità del vivere è certamente ben collocata all'interno di un percorso di riflessione su Nascere e morire.Come il filosofo francese Vladimir Jankélévitch (1903-1985) ha lucidamente puntualizzato, infatti, «l'uomo è fondamentalmente vulnerabile» solo perché «la morte può entrare in lui attraverso tutte le giunture del suo edificio ... Data la sua importanza e la sua portata nella vita del soggetto, esso deve rimanere fedele al suo Desiderio, alla sua via, persino e soprattutto di fronte alle intemperie e ai tradimenti della vita.

Più difficile, invece, è trovare suoi tasselli mancanti al suo progetto di riforma sociale. Ma procediamo con ordine.

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